COME SCEGLIERE IL PRIMO TELESCOPIO

Per gentile concessione di Giuseppe Guercio (GAP)
M31, la Galassia di Andromeda
Immagine creata con: 130 foto totali, 5 da 5”, 15 da 30”, 30 da 60”, 20 flat, 30 bias, 30 dark,

COME SCEGLIERE IL PRIMO TELESCOPIO

Come prima cosa bisogna stabilire l’età dell’utente.

E’ una persona adulta o un bambino?

SE E’ UN BAMBINO

Dovete optare per strumenti compatti e leggeri. Se non si dispone di conoscenze su l’orientamento in cielo è preferibile acquistare un telescopio con montatura altazimutale che consente un movimento alto/basso e destra/sinistra che è indipendente dal moto apparente del cielo.

In questo caso vi consigliamo i seguenti prodotti:

SKYLINE TRAVEL 50
€ 99,95
DISPONIBILITA: 2 pz
BLITZ 60 BASE
€ 119,95
DISPONIBILITA’ : 2 pz
BRESSER SOLARIX 76/350 CON FILTRO SOLARE
€ 109,95
DISPONIBILITA’: 1 pz

SE E’ UN ADULTO

Se la persona è un neofita ma è desiderosa e motivata ad imparare in alternativa ad una montatura altazimutale consigliamo una montatura equatoriale.

Ma che differenza c’è tra l’altazimutale e l’equatoriale?

La prima è più intuitiva da utilizzare per puntare gli oggetti, ma ha dei grossi limiti nella praticità di inseguimento: infatti con l’altazimutale per seguire un oggetto nel cielo bisogna agire su entrambi i moti, mentre nella equatoriale si agisce solo sul moto di ascensione retta (A.R.), in quanto una volta fissato il valore di declinazione dell’oggetto puntato, questo si potrà seguire solo lungo l’asse di A.R.

Prima di utilizzare il telescopio con montatura equatoriale è necessario lo stazionamento e l’allineamento polare preciso in modo che gli oggetti siano ben inseguiti tramite il solo asse di A.R.

Per agevolare l’inseguimento del telescopio in fase di osservazione del cielo consigliamo di acquistarne uno con motore A.R.

PER UN NEOFITA consigliamo i seguenti telescopi:

Sky Watcher Newton SkyHawk 114/900 EQ1 Montatura manuale (motorizzabile)
€ 245,00
DISPONIBILITA’: 1 pz
Sky Watcher Newton SkyHawk 114/1000 EQ1
Tubo corto – Montatura motorizzata
€ 300,00
DISPONIBILITA’: 2 pz
Sky Watcher rifrattore Capricorn 70/900 EQ1 Montatura manuale
€ 207,00
DISPONIBILITA’ : 1 pz
Celestron PowerSeeker 80EQ
Montatura manuale (motorizzabile)
€ 255,00
DISPONIBILITA’ : 1 pz

Se volete uno strumento potente e al tempo stesso leggero e compatto vi consigliamo uno schema ottico Maksutov-Cassegrain che presenta un tubo ottico molto corto rispetto alla focale e qualità di immagini eccellente. In questo caso vi consigliamo il seguente prodotto:

Sky Watcher StarQuest 90MC
Montatura manuale ( motorizzabile)
€ 375,00
DISPONIBILITA’ : 1 pz

Per gli appassionati di astrofotografia raccomandiamo un rapporto focale aperto (inferiore ad f/8). Se invece acquisti un telescopio con un lungo rapporto focale, nelle fotografie c’è il rischio di non catturare le zone meno luminose del soggetto.

Per questo consigliamo minimo un diametro di tubo ottico di 130 mm come questo Celestron (rapporto focale di f/5).

Ottimo rapporto qualità/prezzo

Celestron Astromaster 130EQ
Montatura manuale
€ 339,00
DISPONIBILITA’ : 1 pz
Celestron Astromaster 130EQ-MD
Montatura motorizzata (Motor Drive)
€ 390,00
DISPONIBILITA’ : 1 pz

Se la persona che utilizza il telescopio ha dimestichezza con la tecnologia consigliamo oltre che la montatura motorizzata anche la computerizzata. 

 

 

 

LA SCELTA DEL TELESCOPIO

APERTURA (Diametro) è il diametro dell’obiettivo a lenti o a specchio espressa in mm (o in pollici)

LUNGHEZZA FOCALE

Questa è la distanza di solito espressa in millimetri di un sistema ottico della lente (o specchio primario) al punto dove si forma il fuoco del telescopio (punto focale)

RAPPORTO FOCALE

È il rapporto tra la lunghezza focale del telescopio e la sua apertura. Per esempio il rapporto focale di un telescopio da 200 mm di apertura e 1.000 mm di lunghezza focale è pari a:1.000.000=f/5 (rapporti compresi tra il f/4÷f/6 sono considerati “luminosi” o “veloci”

GLI INGRANDIMENTI

L’ingrandimenti del vostro telescopio può essere cambiato variando l’oculare. Per determinare l’ingrandimento dovete semplicemente dividere la lunghezza focale del telescopio per la lunghezza focale dell’oculare che state utilizzando. La formula per il calcolo dell’ingrandimento è la seguente In= Lunghezza focale mm (telescopio)/ Lunghezza focale mm (Oculare

CIMG0579

GUADAGNO LUMINOSO

Durante la notte, quando il nostro occhio si è adattato all’oscurità la nostra pupilla si dilata mediamente di 7 mm, ciò permette la massima raccolta della luce dell’ambiente che ci circonda. Per un telescopio di un dato diametro il guadagno luminoso è dato dal il rapporto tra il diametro mm dello strumento e l’apertura in mm della nostra pupilla alla massima dilatazione. Maggiore il è il diametro dello strumento più elevato è il potere di raccogliere luce e vedere oggetti debolmente illuminati.

LA RISOLUZIONE

La risoluzione o potere risolutivo può essere definita come la quantità di dettagli che un particolare telescopio può vedere. La risoluzione viene normalmente espressa in secondi d’arco e ci sono sessanta secondi d’arco e sessanta minuti d’arco in un grado. Uno dei metodi più utilizzati per verificare il potere risolvente di uno strumento è l’osservazione e la capacità di separazione di stelle doppie molto vicine.

CELESTRON PAG.11.

 

CELESTRON PAG.27.

SCELTA TELESCOPIO 1
LA SCELTA MIGLIORE DEI TELESCOPI
SCELTA TELESCOPIO 2
LA SCELTA MIGLIORE DEI TELESCOPI

Rapporto Focale Di Un Telescopio

Questa threand nasce senza una causa specifica ma vuole solo essere un’ulteriore approfondimento generale sulla conoscenza del nostro strumento e sui parametri basilari che dovremmo sapere per utilizzare e sfruttare al meglio il nostro telescopio, conoscenze che, in forma elementare e con il solo scopo di “infarinatura generale” abbiamo già iniziato a trattare nel VADEMECUM PER GLI ASTROFILI all’interno dello stesso forum.

Troppo spesso l’appassionato astrofilo neofita si fa trarre in inganno dal RAPPORTO FOCALE di un telescopio e dalla sua funzione di “luminosità” che esso comporta, e questa discussione nasce proprio per loro sperando di essere il più semplice possibile cercando di portare uno spiraglio di chiarezza su un problema che in un certo senso non esiste se non per un uso specifico che se ne vuole fare dello strumento, ad esempio in campo astrofotografico.

Iniziamo con il parlare di cosa è il rapporto focale (f/):

il rapporto focale di uno strumento è il rapporto che lega la focale di uno strumento, quindi il percorso che il fascio di luce in entrata deve percorrere per arrivare sul piano focale e il diametro di apertura di un telescopio….

Portiamo alcuni semplici esempi di alcuni telescopi tra i più venduti attualmente:

un telescopio newtoniano di 200mm di apertura e una lunghezza focale di 1000mm avrà una f/ (rapporto focale) di (1000/200 = 5)

mentre un catadiottrico sempre da 200mm di apertura ma una lunghezza focale di 2032mm avrà un f/10(2000/200 =10)

Quindi, per ricapitolare, il calcolo per ricavare il rapporto focale di un telescopio è data dalla funzione
f = F/D
Dove f sta per rapporto focale – F sarà la lunghezza focale dello strumento – e D è il diametro di apertura dello stesso.

Ma in termini pratici cosa ci dice questo parametro?

Credo sia bene dividere fin da subito la discussione tra l’uso che se ne fa del telescopio a livello visuale e l’uso che se ne fa in ambito fotografico.
Diciamo subito che la luminosità di uno strumento o meglio, il potere di catturare più luce e quindi di far osservare oggetti deep sky deboli lo farà SOLO E SOLTANO il diametro di apertura e NON la focale dello strumento (e di conseguenza il f/), ciò che varia nella focale sarà il piano focale dove convergerà l’immagine catturata dall’obiettivo del telescopio e farà si che si osserveranno oggetti “spalmati” in un Campo Reale (C.R.) maggiore, in una focale bassa (tipo f/5) o in C.R. minore ma con ingrandimenti superiori in focale alta (tipo f/10 o maggiori).

in ambito visuale il rapporto focale non incide minimamente sulle prestazioni dello strumento, ma esso sarà un “valore” che ci indicherà il potere di ingrandimento raggiungibile a scapito però come detto prima del C.R. inquadrato.

Portando un’esempio un telescopio a f/10 farà vedere un Saturno a 100x nella stessa identica visione di un telescopio a f/5 di pari diametro di apertura e a pari ingrandimenti (100x), ciò che praticamente cambia è che in uno strumento a f/5 a differenza di uno a f/10 per raggiungere gli stessi ingrandimenti si necessiterà di un’oculare della metà della focale o di una Barlow 2x.

Ma allora per la scelta di uno strumento di un neofita solo per l’osservazione visuale non conta proprio nulla il rapporto focale?

In realtà ciò che incide sono i pesi ed ingombri degli strumenti stessi, potremmo semplificare la questione dicendo che in rapporti inferiori a f/6 o a f/5 la distorsione delle immagini (le famose Aberrazioni Ottiche ) è maggiormente percettibile in prossimità dei bordi del campo visuale e l’intero sistema ottico è molto più sensibile a disallineamenti e a imperfezioni della costruzione degli specchi, sarà necessario quindi dotarsi diaccessori come lo spianatore di campo (solo a titolo di esempio) per correggere tali imperfezioni.
D’altra parte un telescopio con un rapporto focale minore sarà più leggero e trasportabile (nei telescopi a schema Newton) mentre per avere un f/ spinto esistono alcune varianti di schemi ottici come lo Schimdt Cassegrain o la variante Maksutov Cassegrain che per il loro percorso focale a schema ibrido possono avere dei lunghi rapporti focali contenendo le dimensioni (ma non i pesi).

Le cose invece cambiano e sostanzialmente se parliamo di rapporto focale in ambito astrofotografico…..

In questo caso il telescopio stesso fungerà da obiettivo della macchina fotografica (o di qualsiasi altro sensore) e il rapporto focale ci dirà sostanzialmente oltre al C.R. inquadrato (e di conseguenza le dimensioni degli oggetti inquadrati) la velocità fotografica dello strumento.

Strumenti con un rapporto focale corto, ad esempio un f/5 o f/4 avranno necessità di esposizioni fotografiche più brevi rispetto ad un f/10 (un f/5 avrà bisogno di un ¼ di esposizione rispetto ad un f/10) ma di conseguenza avrà un C.R. inquadrato nettamente maggiore, quindi queste focali saranno particolarmente idonee per la ripresa dei grandi campi nebulari o stellari di contro un f/10 sarà principalmente usato per le riprese planetarie hi res.

 

FOCALE PRO CONTRO
f/10 riduzione del problema collimazione e campo maggiormente corretto in visuale problema di vignettatura nelle riprese con riduttori di focale
f/10 osservazioni planetarie e deep sky ad alti ingrandimenti
riduzione delle aberrazioni geometriche
riprese/foto principalmente al sistema solare
f/5 nell’uso visuale date i bassi ingrandimenti che riesce a supportare è particolarmente indicato per oggetti estesi necessitano di collimazioni maniacali per essere sfruttati al massimo
f/5 riduce drasticamente i tempi di esposizioni fotografiche e rapporti focali bassi portano alle aberrazioni ottiche

Come detto questo post non può e non vuole essere un postulato sul rapporto focale, invito chi avesse dubbi ad aprire tranquillamente delle discussioni nella sezione TELESCOPI del forum di astronomia.com dove saremo lieti di rispondere ai vostri quesiti con l’aiuto anche di utenti che si applicano direttamente alle riprese astrofotografiche.

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